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Storie Libro I, 39

1 ἀμείβεται ὁ νεηνίης τοῖσιδε. "συγγνώμη μὲν ὦ πάτερ τοι, ἰδόντι γε ὄψιν τοιαύτην, περὶ ἐμὲ φυλακὴν ἔχειν· τὸ δὲ οὐ μανθάνεις ἀλλὰ λέληθέ σε τὸ ὄνειρον, ἐμέ τοί δίκαιον ἐστί φράζειν. 2 φής τοι τὸ ὄνειρον ὑπὸ αἰχμῆς σιδηρέης φάναι ἐμὲ τελευτήσειν. ὑὸς δὲ κοῖαι μὲν εἰσὶ χεῖρες, κοίη δὲ αἰχμὴ σιδηρέη τὴν σὺ φοβέαι ; εἰ μὲν γὰρ ὑπὸ ὀδόντος τοι εἶπε τελευτήσειν με, ἢ ἄλλου τευ ὅ τι τούτῳ ἔοικε, χρῆν δή σε ποιέειν τὰ ποιέεις· νῦν δὲ ὑπὸ αἰχμῆς. ἐπείτε ὦν οὐ πρὸς ἄνδρας ἡμῖν γίνεται ἡ μάχη, μέτες με."

1 commento:

  1. E il giovane gli rispose: "Ti capisco, padre, e capisco le precauzioni che hai nei miei riguardi dopo un simile sogno. Ma di questo sogno ti è sfuggito un particolare ed è giusto che io te lo faccia notare. Dal tuo racconto risulta che il sogno ti annunciava la mia morte come causata da una punta di ferro: e quali mani possiede un cinghiale? Quale punta di ferro di cui tu possa avere paura? Se ti avesse annunciato la mia morte come provocata da una zanna o da qualcosa del genere, allora sarebbe stato tuo dovere agire come agisci, ma ha parlato di una punta. E allora, visto che non si tratta di andare a combattere contro dei guerrieri, lasciami partire".

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