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Storie Libro I, 73
1 ἐστρατεύετο δὲ ὁ Κροῖσος ἐπὶ τὴν Καππαδοκίην τῶνδε εἵνεκα, καὶ γῆς ἱμέρῳ προσκτήσασθαι πρὸς τὴν ἑωυτοῦ μοῖραν βουλόμενος, καὶ μάλιστα τῷ χρηστηρίῳ πίσυνος ἐὼν καὶ τίσασθαι θέλων ὑπὲρ Ἀστυάγεος Κῦρον. 2 Ἀστυάγεα γὰρ τὸν Κυαξάρεω, ἐόντα Κροίσου μὲν γαμβρὸν Μήδων δὲ βασιλέα, Κῦρος ὁ Καμβύσεω καταστρεψάμενος εἶχε, γενόμενον γαμβρὸν Κροίσῳ ὧδε. 3 Σκυθέων τῶν νομάδων εἴλῃ ἀνδρῶν στασιάσασα ὑπεξῆλθε ἐς γῆν τὴν Μηδικήν· ἐτυράννευε δὲ τὸν χρόνον τοῦτον Μήδων Κυαξάρης ὁ Φραόρτεω τοῦ Δηιόκεω, ὃς τοὺς Σκύθας τούτους τὸ μὲν πρῶτον περιεῖπε εὖ ὡς ἐόντας ἱκέτας· ὥστε δὲ περὶ πολλοῦ ποιεόμενος αὐτούς, παῖδάς σφι παρέδωκε τὴν γλῶσσάν τε ἐκμαθεῖν καὶ τὴν τέχνην τῶν τόξων. 4 χρόνου δὲ γενομένου, καὶ αἰεὶ φοιτεόντων τῶν Σκυθέων ἐπ᾽ ἄγρην καὶ αἰεί τι φερόντων, καὶ κοτε συνήνεικε ἑλεῖν σφεας μηδέν· νοστήσαντας δὲ αὐτοὺς κεινῇσι χερσὶ ὁ Κυαξάρης (ἦν γάρ, ὡς διέδεξε, ὀργὴν ἄκρος ) τρηχέως κάρτα περιέσπε ἀεικείῃ. 5 οἳ δὲ ταῦτα πρὸς Κυαξάρεω παθόντες, ὥστε ἀνάξια σφέων αὐτῶν πεπονθότες, ἐβούλευσαν τῶν παρὰ σφίσι διδασκομένων παίδων ἕνα κατακόψαι, σκευάσαντες δὲ αὐτὸν ὥσπερ ἐώθεσαν καὶ τὰ θηρία σκευάζειν, Κυαξάρῃ δοῦναι φέροντες ὡς ἄγρην δῆθεν, δόντες δὲ τὴν ταχίστην κομίζεσθαι παρὰ Ἀλυάττεα τὸν Σαδυάττεω ἐς Σάρδις. 6ταῦτα καὶ ἐγένετο. καὶ γὰρ Κυαξάρης καὶ οἱ παρεόντες δαιτυμόνες τῶν κρεῶν τούτων ἐπάσαντο, καὶ οἱ Σκύθαι ταῦτα ποιήσαντες Ἀλυάττεω ἱκέται ἐγένοντο.
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Creso decise di aggredire la Cappadocia per varie ragioni, un po' per desiderio di nuove terre da annettere ai propri possedimenti, ma soprattutto perché aveva fiducia nell'oracolo e voleva vendicare Astiage contro Ciro. Bisogna sapere che Ciro figlio di Cambise aveva rovesciato dal trono e teneva imprigionato Astiage, figlio di Ciassare e cognato di Creso nonché re dei Medi; cognato di Creso lo era divenuto come sto per raccontare. In seguito a una sedizione una tribù di nomadi Sciti era penetrata nel territorio dei Medi; a quell'epoca re dei Medi era il nipote di Deioce e figlio di Fraorte Ciassare il quale in un primo momento aveva trattato con riguardo questi Sciti, considerandoli supplici; li teneva in tanta considerazione che affidò loro alcuni giovani perché ne imparassero la lingua e la tecnica di tiro con l'arco. Passò del tempo; gli Sciti andavano regolarmente a caccia, e ne tornavano regolarmente con qualche preda, ma una volta accadde che non riuscirono a prendere nulla; vedendoli tornare a mani vuote Ciassare, che era, e lo dimostrò, eccessivamente collerico, si rivolse loro piuttosto duramente, finendo per offenderli. Vistisi oltraggiati in quel modo da Ciassare e convinti di non esserselo meritato, gli Sciti decisero di tagliare a pezzi uno dei giovani affidati alle loro cure, di cucinarne le carni come di solito preparavano la selvaggina e di servirle a Ciassare come se fosse cacciagione; dopo di che sarebbero riparati in tutta fretta a Sardi presso il re Aliatte figlio di Sadiatte. E così avvenne: Ciassare e i suoi compagni di tavola mangiarono quelle carni e gli Sciti, autori del misfatto, si fecero supplici di Aliatte.
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